Vendite hardware e software di settembre 2009 – Arriva la PS3 Slim

Il 3 settembre è finalmente uscita in Giappone la nuova PS3 Slim, già disponibile da due giorni prima in Europa e Nord America, che ha subito fatto risalire le vendite della console Sony: 151.783 copie vendute la prima settimana e 298.142 totali di tutto il mese, con il migliore incremento di venduto tra tutte le piattaforme da inizio anno, pari al 1.162,13% rispetto ad agosto, le hanno garantito il primo posto in classifica.

Per quanto riguarda le console Nintendo, segue in seconda posizione NDSi con 256.332 unità e una diminuzione delle vendite del 27%.
Perdita molto maggiore per Wii, il 72,11%, che con le sue 67.554 console vendute si piazza al quarto posto.
Lieve aumento, invece, per NDS Lite (15,38%), che vende 48.100 unità e finisce in quinta posizione.
Segue subito dopo Microsoft Xbox 360, con 24.214 copie e una diminuzione del 29,57% sul venduto di agosto.

Infine, con 78.966 unità rimane stabile al terzo posto Sony PSP, nonostante un calo di vendite del 50,67%, e anche Sony PlayStation 2 si riconferma in ultima posizione con 10.683 console vendute, il 45,49% in meno rispetto al mese precedente.

Passando alle vendite software, nella prima settimana di agosto debutta al primo posto, con 177,868 copie, Kidou Senshi Gundam Senki Record U.C. 0081 [Mobil Suit Gundam: Battlefield Record U.C. 0081] di Namco Bandai per PlayStation 3 (votato 33/40 su Famitsu e di cui abbiamo già parlato in passato), seguìto da Tomodachi Collection (86.720 unità), Dragon Quest IX: Hoshizora no Mamoribito (50.063 copie) e al quarto posto dal debuttante simulatore di appuntamenti Love Plus di Konami per Nintendo DS (recensito 32/40 su Famitsu e di cui potete visionare un trailer nella notizia con i voti della rivista del mese scorso).
Segnaliamo anche il debutto, con 14.613 unità vendute, della versione PlayStation 3 di 428: Fuusa Sareta Shibuya de, la visual novel creata da Spike considerata il 9° gioco perfetto per Famitsu.

La seconda settimana del mese ha visto nelle prime due posizioni i nuovi arrivati Pokémon SoulSilver e Pokémon HeartGold (37/40 su Famitsu) di The Pokémon Company per Nintendo DS, con rispettivamente 722.904 e 720.086 copie vendute, mentre nelle cinque posizioni successive troviamo: Tomodachi Collection (73.789 unità, superante così il milione di copie totali vendute finora), Dragon Quest IX: Hoshizora no Mamoribito (36.877 copie), Kidou Senshi Gundam Senki Record U.C. 0081 [Mobil Suit Gundam: Battlefield Record U.C. 0081] (32.679 unità), Wii Sports Resort (32.217) e Love Plus (21.620).

Nella settimana del 14 settembre ritroviamo al primo e al secondo posto Pokémon SoulSilver (225.579 unità) e Pokémon HeartGold (220.554 copie), mentre Tomodachi Collection e Dragon Quest IX stavolta finiscono rispettivamente al sesto e al nono posto della classifica, con 72.629 copie vendute per il primo titolo e 32.603 per il secondo.
Nelle restanti posizioni della Top 10 sono presenti solo giochi nuovi: al terzo posto l’RPG Tales of Vesperia (35/40 su Famitsu) di Namco Bandai per PlayStation 3, che vende 216.593 unità, di cui circa 147.000 solo nel suo primo giorno, battendo così le vendite iniziali degli altri titoli della serie Tales (una lista delle cifre degli ultimi è visionabile in questa pagina); al quarto posto si piazza il gioco di baseball con personaggi super-deformed Jikkyou Powerful Pro Yakyuu Portable 4 (35/40 su Famitsu) di Konami per PSP, con 104.377 copie vendute; lo segue SaGa 2: Hihou Densetsu – Goddess of Destiny (31/40 su Famitsu) di Square Enix per Nintendo DS, remake del vecchio Final Fantasy Legend II per Game Boy; in settima e ottava posizione troviamo due titoli per PSP, Yu-Gi-Oh! 5D’s Tag Force 4 di Konami (50.697 unità), card game ispirato alla nota serie animata recentemente trasmessa anche su Italia 1, e l’Action RPG Ys Seven (32/40 su Famitsu) di Nihon Falcom (33.349 unità).
Invece Forever Blue 2: Umi no Yobigoe [Endless Ocean 2] per Wii, nonostante il 36/40 ricevuto da Famitsu, finisce al dodicesimo posto della classifica con circa 18.000 copie vendute, mentre la versione PSP di 428 debutta in sedicesima posizione, con circa 16.000 unità.

Infine, nei primi dieci posti dell’ultima settimana del mese troviamo solo una new entry, lo sparatutto in prima persona Halo 3: ODST per Xbox 360, recensito 33/40 su Famitsu, che vende 29.734 copie, mentre nelle prime posizioni vi sono tutti titoli già precedentemente usciti: Tomodachi Collection (96,584 unità), Pokémon HeartGold (67.911), Pokémon SoulSilver (64.083), Tales of Vesperia (48.642), e Jikkyou Powerful Pro Yakyuu Portable 4 (41.929).

A seguire trovate la classifica generale delle console più vendute in Giappone nel mese di settembre 2009. Vi ricordiamo che i numeri tra parentesi tonde indicano le vendite totali del mese precedente, in questo caso agosto, mentre la percentuale sulla destra indica l’aumento o la diminuzione delle vendite sempre rispetto al mese precedente.

1. PlayStation 3 – 298.142 (23.622) +1.162,13%
2. NDSi – 256.332 (351.171) -27,00%
3. PSP – 78.966 (160.092) -50,67%
4. Wii – 67.554 (242.239) -72,11%
5. NDS Lite – 48.100 (41.686) +15,38%
6. Xbox 360 – 24.214 (34.383) -29,57%
7. PlayStation 2 – 10.683 (19.599) -45,49%

E per concludere vi illustriamo i dati delle classifiche settimana per settimana; come al solito, le cifre tra parentesi quadre indicano le vendite totali delle console dal 1° gennaio 2009 ad oggi.

Dal 31 agosto al 6 settembre:
1. PlayStation 3 – 151.783 [804.264]
2. NDSi – 60.419 [2.117.624]
3. PSP – 22.184 [1.458.033]
4. Wii – 21.557 [977.879]
5. NDS Lite – 8.309 [382.428]
6. Xbox 360 – 6.827 [286.234]
7. PlayStation 2 – 3.001 [168.958]

Dal 7 al 13 settembre:
1. NDSi – 66.498 [2.184.122]
2. PlayStation 3 – 55.344 [859.608]
3. PSP – 18.375 [1.476.408]
4. Wii – 17.568 [995.447]
5. NDS Lite – 11.179 [393.607]
6. Xbox 360 – 7.568 [293.802]
7. PlayStation 2 – 2.612 [171.570]

Dal 14 al 20 settembre:
1. NDSi – 66.073 [2.250.195]
2. PlayStation 3 – 51.055 [910.663]
3. PSP – 21.073 [1.497.481]
4. Wii – 16.698 [1.012.145]
5. NDS Lite – 13.555 [407.162]
6. Xbox 360 – 4.965 [298.767]
7. PlayStation 2 – 2.723 [174.293]

Dal 21 al 27 settembre:
1. NDSi – 63.342 [2.313.537]
2. PlayStation 3 – 39.960 [950.623]
3. PSP – 17.334 [1.514.815]
4. NDS Lite – 15.057 [422.219]
5. Wii – 11.731 [1.023.876]
6. Xbox 360 – 4.854 [303.621]
7. PlayStation 2 – 2.347 [176.640]

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Come fa Google a controllare le frodi?

Come fa Google a controllare le frodi?

Le modalità esatte secondo cui avviene il controllo sulle frodi sono naturalmente top secret, ma basta un po’ di buon senso per immaginare quale può essere il tipo di tecnica utilizzata.

Dati che identificano il navigatore: l’IP da cui ci si collega è il dato più ovvio. Poi ci sono tutta una serie di parametri sulla configurazione della macchina (risoluzione schermo, profondità colore, tipo e versione del browser, numero di plugin del browser, numero di estensioni mime-type del browser ecc.) che vengono passati tramite javascript e che a tutti gli effetti pratici sono in grado di identificare il vostro PC quasi univocamente.

Poi c’è il famoso Google-cookie, impostato da google.com, contenente un vostro ID unico e che scade nel 2038.
Tecnicamente, questo cookie appartiene al dominio google.com e quindi non è visibile da googlesyndication.com (il dominio che serve gli annunci) ma è ovvio che per fare controlli incrociati questo è estremamente utile.

Quello che sono solito dire …

(con un’esagerazione non troppo accentuata) è che Google conosce uno per uno tutti i PC del mondo, e si rende benissimo conto se i click vengono dallo stesso PC o (cosa ancora peggio!!) da PC che non conosce, ovvero da macchine “zombie” addette a cliccare.

Ma quello che secondo me è la vera forza del controllo non sta nell’identificazione della macchina che genera il clic, ma nei pattern riconoscibili statisticamente nel vostro traffico.
Pattern riconoscibili statisticamente nel traffico? Non è che la stai facendo troppo complicata?
No, assolutamente.

E’ qui necessaria una parentesi sul controllo antri-truffa come lo immagino io.

Conoscendo Google, immagino il suo approccio preferito sia quello delle statistiche sui grandi numeri, e sulle correlazioni che si trovano nei dati.

Mi immagino quindi che periodicamente vengano effettuate statistiche sul traffico del vostro sito per rilevare eventuali fattori anomali.

Occorre fare attenzione a non sottovalutare la quantità di dati possesso di Google: non sto parlando di dati riguardanti i visitatori, ma riguardanti la loro storia.

Elenco qui alcuni dei fattori che presumibilmente vengono tenuti in considerazione da parte di Google.

Rapporto tra numero di visite inviate da Google stesso e numero di impression rilevate: ad esempio, è improbabile che un sito faccia 1000 impression se nello stesso periodo ha ricevuto da Google cinque visitatori. Per lo meno, se un sito ha un traffico di questo genere deve essere un sito di importanza notevole. http://www.repubblica.it avrà certamente molti accessi indipendenti dal traffico che Google invia; http://www.scalzacane.biz dovrà affidarsi di più ai motori di ricerca.

Referral: Google ha modo di analizzare da dove provengono i vostri visitatori (qual era la pagina dove hanno trovato il link al vostro sito).

Alcuni visitatori non hanno referral (come nel caso di chi scrive il vostro indirizzo direttamente, di chi trova il vostro indirizzo in un messaggio di posta letto in un client e-mail, o di chi per impostazioni del browser non fornisce informazioni sui referral).

Distribuzioni statisticamente anomale dei referral sono sospette e possono essere indice di pratiche fraudolente come auto-clicker, auto-surfer, spamming e simili. Altrettanto sospetti sono percentuali anomale di click senza referer.

Il problema è che a volte simili anomalie statistiche nel traffico vengono prodotte da comportamenti in buona fede.

Ad esempio, molti compiono l’errore di comperare traffico (ad esempio il cosiddetto exit traffic). A volte questa viene fatto senza cattive intenzioni ma (a parte l’ovvia considerazione che si tratta comunque di traffico commercialmente “scadente” e che quindi sarà poco utile agli inserzionisti) questo genere di traffico è statisticamente molto simile a traffico fraudolento.

Ma soprattutto quello che Google analizza è la storia personale (quasi direi il carattere intimo) di ogni clic.
La storia intima di un clic?
Certo. Te lo spiego con una parabola:

La signora Cesira e lo stufato

Pensa un attimo a cosa potrebbe succedere quando la Sig.ra Cesira va su Internet:

Cesira: Va su Google e cerca “ricetta stufato”
Google: la identifica tramite cookie e memorizza quali URL le ha mostrato
Cesira: Clicca su http://www.stufato.it .
Il sito mostra gli annunci Adsense, attivando il javascript.
Google la identifica nuovamente, e capisce che è lo stesso utente Cesira: continua a sfogliare http://www.stufato.it, fino ad arrivare alla pagina http://www.stufato.it/stufato_dietetico.html.
Google la identifica nuovamente, e capisce che è lo stesso utente
Cesira (pensa fra sé): Ma come, lo stufato senza strutto? Questa gente non sa più come si cucina! Torna su Google, cerca “ricetta stufato saporito”, visita http://www.cucina.biz, torna indietro, visita http://www.mangiabuono.org, e lì sfoglia ben bene il sito.
Google continua a seguire quello che la nostra signora sta facendo
Cesira: finalmente trova questo annuncio:
Le ricette più saporite e gustose
Chi se ne frega se è sano?
L’importante è mangiare bene! http://www.mangiagrasso.it

Contenta, la Cesira clicca sull’annuncio, e per inciso finisce su un sito porno, dove tramite carta di credito paga l’abbonamento “premium”.Google accredita $0.07 al webmaster di mangiabuono.org, e addebita $0.10 al webmaster del sito porno, che d’altro canto incasso $19.99 per l’abbonamento.

Lieto fine: tutti sono contenti,inclusa la Signora Cesira.

Pensi davvero che sia fattibile costruire artificialmente dei clic che dicano a Google tutte queste cose?

Considera anche che Google conosce la storia passata e futura di tutte le navigazioni che la signora Cesira ha fatto.

E’ solo una questione di potenza di calcolo, ma se Google decide di controllare potrebbe potenzialmente vedere la “storia” che sta dietro a ogni clic.
Capisco, il controllo anti-frodi è importante per non compromettere il fatturato
Non è importante: è fondamentale…

Guarda questo problemino (dati aggiornati a giugno 2006)
1) Google ha aumentato il proprio fatturato del 77% nell’ultimo anno.
2) deve mantenere questo ritmo altrimenti le sue azioni si sgonfiano
3) Il 49% delle ricerche su Web viene fatto su Google

Ora, se io ho già il 49% del mercato delle ricerche, per quanto tempo ancora posso sperare di espandere lì mio mercato al ritmo del 77%? Molto semplicemente, non posso.

Anche considerando performance magiche, per esempio buttare fuori dal business tutti gli altri (yahoo, msn ecc.) in un anno, l’anno dopo dovrei avere più del 100% del mercato e la cosa è …. difficile.

In pratica, per Google il mercato delle pageview nei motori di ricerca è saturo.

Ma allora dove mi espando? Nelle pageview fuori dai motori di ricerca, ovvero nelle pageview che posso “comprare” da webmaster in giro per il mondo.

Quindi Google si gioca il futuro su Adsense.

Ma Adsense è solo questione di fiducia: se la gente comincia a pensare che i soldi spesi in Adwords vanno tutti in frodi, Google è finito

Quindi Google si gioca il futuro sul controllo anti-frodi

Ecco perchè spende 30 milioni di dollari per comperare Urchin, prende il loro sistema di statistiche (costo al pubblico: 199 dollari al mese), gli cambia il nome in Google Analytics e lo regala a cani e porci (che poi saremmo noi): perché così “entra” nei log di centinaia di migliaia (?) di server.

Cosa sono 30 milioni di dollari per aiutare a mantenere un fatturato da 10 miliardi di dollari?

Ecco perché offre $1 a cani e porci (che poi saremmo sempre noi) se convinciamo un utente a installare Firefox with google Toolbar; perché così entra in qualche milione di PC e può controllare l’altro capo del filo.

Quanto costa l’operazione? Qualche milione di dollari ? Ok, se li ri-guadagna in poche ore, letteralmente.

Immaginati la signora Cesira: adesso ha anche la google toolbar, e la sua navigazione passa da Google a siti che hanno Adsense a siti che hanno Analytics…

Nulla di quello che fa la signora Cesira sfuggirà a Google, e quando finalmente cliccherà su un annuncio Adsense allora Google sarà sicuro che quel clic è un clic valido…
Ma allora le frodi di clic sono impossibili?
Prima di tutto, alcune delle cose che ho descritto sono possibili ma non so se Google le faccia davvero: potrebbero essere ancora oltre le sue capacità di calcolo.

Quindi, probabilmente ora non può permettersi di fare questo genere di controlli a tappeto: li fa a campione quando trova qualcosa di sospetto.

Certo, il ragazzino che clicca 100 volte lo beccano subito, quello che fa clickbot lo beccano dopo un po’…

Quelli che fanno cose davvero sofisticate possono sperare di farla franca ancora per un po’..

E poi? Poi scommetto avremo un’ondata di nuovi virus che serviranno a foraggiare le frodi di clic…

Se mi prendo il virus, ogni volta che apro il browser il virus apre una connessione a Google, fa una ricerca, scorre finchè non trova il suo sito, ci va, e lì (ma solo il 3% delle volte) clicca un annuncio, simulando una navigazione umana….

Scomettiamo che Google si compera Symantec ??

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Windows 7 si fa beffa di Windows Vista

Windows 7 ha ottenuto in 15 giorni quel che Windows Vista è riuscito a fare in metà anno. Sono queste le risultanze derivate dai dati NPD, secondo cui il nuovo sistema operativo starebbe facendo molto bene sul mercato riuscendo ad imporre la propria legge ai danni delle versioni precedenti. Con due obiettivi primari da portare a termine: convincere la vecchia utenza di Windows XP ad investire sull’upgrade, e spingere gli utenti Windows Vista ad un salto in avanti verso la nuova versione.

Sebbene i dati NPD non siano ancora stati aggiornati (l’aggiornamento avviene soltanto su base mensile), il gruppo ha già indicato un superamento della barriera del 4%: 4 computer su 100 tra quelli che accedono al Web utilizzano già Windows 7, contro i 18 circa di Windows Vista ed i 70 di Windows XP. Così facendo in 2 settimane Windows 7 supera anche Mac OS X 10.5, mentre la versione 10.6 era già stata superata la settimana scorsa. Il computo totale indica Windows oltre il 92.5%, il che significa che nell’ultimo anno di Windows Vista (quello maggiormente critico per le vendite del gruppo) Redmond ha perso poco più dell’1% del proprio mercato, percentuale peraltro girata direttamente a Cupertino.

L’ascesa di Windows 7 dovrà confrontarsi con questo dato perché non solo Microsoft intende convertire i propri vecchi utenti alla nuova versione, ma l’obiettivo può spingersi anche ad una inversione di tendenza che riporti Windows a crescere al cospetto di Mac OS X. Vince Vizzaccaro, responsabile NPD, ritiene che la cosa sia possibile: «avremo una risposta già nei prossimi mesi».

Nonostante l’ottimo avvio di Windows 7, però, il mercato hardware non sembra ancora aver saputo beneficiare della novità. Steve Ballmer l’aveva previsto: non sarà Windows 7 a sbloccare gli investimenti, almeno non nel breve periodo. Anzi: sebbene Windows 7 abbia fatto segnare nei primi giorni vendite più che doppie rispetto a Windows Vista, il “boost” per il mercato hardware è stato addirittura minore. Con il Natale alle porte, però, i produttori tornano a sperare.

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Internet explorer 8

Rilasciata da Microsoft la versione beta di Windows Internet exlorer 8 scaricabile gratuitamente dal sito www.microsoft.com

1 commento 16 gennaio 2008


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